MILANO, VIA FELTRINELLI, DE CORATO: “IN MANETTE ALTRO PUSHER CHE SPACCIA AI DOMICILIARI. IN LOMBARDI

Milano (03 settembre 2020)- “ Ennesimo pusher scoperto dalla Polizia di Stato che, pur essendo ai domiciliari continuava la sua attività di spaccio. Non è certo la prima volta che accade e, arrivati a questo punto, per fronteggiare ancor più duramente la grave problematica legata allo spaccio di droga che caratterizza, in particolar modo, Milano, è necessario che le forze dell’ordine controllino, oltre alle strade, anche chi sta scontando la pena ai domiciliari”.

Queste le parole dell’ex vice Sindaco di Milano ed assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato, a commento dell’arresto per detenzione e spaccio di stupefacenti di un filippino di 43 anni, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia. Gli agenti del commissariato erano giunti nell’appartamento di via Feltrinelli per notificare all'uomo un'ordinanza con cui si disponeva la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia in carcere. Una volta sul posto, però, hanno scoperto che il 43enne stava continuano la sua attività di spaccio da casa.

“In città si sono già verificati episodi simili, come, ad esempio il 27 maggio u.s., quando è finito in manette un 37enne che era ai domiciliari e vendeva droga sul pianerottolo della sua abitazione in via San Virgilio o come l’uomo che in via Tracia, la notte tra il 10 e l’11 luglio scorsi è stato sorpreso a spacciare in strada, sul portone di casa sua, pur essendo, anche lui, ai domiciliari”.

ADEGUAMENTO UOMINI FF.OO- “Ma come possiamo chiedere a Prefetture e Questure di aumentare i controlli per la sicurezza e per combattere il traffico di stupefacenti per le strade, nelle zone più sensibili della città e nelle abitazioni, se mancano gli uomini per farlo? Milano è una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa. Questa problematica, tuttavia, riguarda l’intera regione come dimostrano le 38 aree boschive in mano alla criminalità straniera dedita al business della droga, individuate tra il 2008 e il 2018 in Lombardia. Gli organici delle nostre forze dell’ordine sono fermi alla fine degli anni ’90. Come si può affrontare le numerose problematiche legate alla sicurezza e alla droga che riguardano il territorio lombardo con lo stesso numero di uomini di 20 anni fa? Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, già Prefetto di Milano, dopo il rinforzo di 500 uomini delle forze dell’ordine inviato a Roma si è fermata e non ci sente proprio quando si parla di adeguare il loro numero, anche a Milano ed in Lombardia! È necessario un aumento del contingente di poliziotti e carabinieri nella nostra regione.”

CPR VIA CORELLI- “Infine, questa vicenda, mi fa tornare a parlare del Cpr di via Corelli. A cosa serve tenere qui un delinquente irregolarmente presente sul nostro territorio che, nonostante sia agli arresti domiciliari, continua a vivere nell’illegalità? Deve essere trattenuto in un centro per il rimpatrio e rispedito nel Paese di origine, come fatto recentemente dal Questore di Mantova con un altro delinquente straniero. A tal proposito torno a ribadire che è fondamentale che il Ministro Lamorgese apra la struttura di via Corelli, come sarebbe già dovuto accadere ai primi di marzo. Io, in seguito alla visita di febbraio scorso nella quale avevo trovato il centro ultimato e pronto all’apertura e dopo mesi di abbandono della stessa, ho chiesto alla Prefettura di poterla visitare nuovamente per verificare che nel corso della chiusura non si sia deteriorata. Trovo assurdo - conclude De Corato- continuare a trasportare i delinquenti stranieri che devono essere rimpatriati al centro di Torino, con il conseguente dispendio di risorse e uomini, quando ce n’è qui uno che aspetta solo di entrare in funzione”.

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